kamut

Kamut: proprietà millenarie in un chicco di grano

Il suo nome originale è khorasan ma tutti noi lo conosciamo come kamut, prezioso cereale dalla storia antichissima, che risale addirittura a 6000 anni fa, quando le prime coltivazioni comparvero in Egitto.

Dopo un lungo periodo di assenza, questa varietà di grano duro è ritornata sulle nostre tavole. Le sue innumerevoli proprietà nutrizionali lo rendono uno dei cereali più completi in commercio. E tantissime anche leggende riguardo le sue origini.

Cosa dobbiamo sapere sul Kamut?

Partiamo dal nome e dalla storia. Kamut in lingua egiziana vuole dire “Anima della Terra” ed è un marchio registrato negli anni ‘70 da Bob Quinn, un agricoltore americano a cui si deve la diffusione del cereale su scala internazionale.

La coltivazione è esclusivamente biologica, senza pesticidi e fertilizzanti artificiali, e avviene principalmente nel Nord America, soprattutto nel Montana. Anche se in Europa la produzione del kamut è poco sviluppata, l’Italia vanta una sua varietà a km 0, la Saragolla, prodotta tra Lucania, Sannio e Abruzzo.

Questo ingrediente presenta molte proprietà organolettiche, benefiche per la salute: non essendo mai stato sottoposto a ibridazioni industriali, è altamente digeribile e ben tollerato anche da chi soffre di allergie al frumento. Ma è sconsigliato alle persone affette da celiachia, perché contiene glutine. Inoltre, è ricco di proteine, sali minerali, selenio e vitamine E, potenti antiossidanti naturali, ed è particolarmente indicato per chi soffre di colesterolo e pressione alta, riducendo i fattori di rischio cardiovascolari.

Il kamut riesce a racchiudere un gusto millenario, che lo rende un alimento prezioso per il nostro benessere.

Taccole

Taccole: i “mangiatutto” ricchi di proprietà e gusto

Quante varietà di ingredienti ci sono sul nostro territorio, alcune poco conosciute, nonostante la loro bontà e qualità. Come le taccole, preziose da portare sulle tavole in questa stagione.

Chiamate anche “mangiatutto” per la loro particolarità di poterle consumare per intero, baccello compreso. Proprio questo elemento distintivo le rende un alimento dalle caratteristiche nutrizionali altamente benefiche per la salute, soprattutto per quella dell’intestino. Infatti, le taccole sono perfette per affrontare i cambi di stagione.

Diffusissime in tutto il Mediterraneo ma quelle Doc, le possiamo trovare solo sui banchi dei mercati nelle Marche, in particolare nella provincia di Ascoli, dove proprio in questo periodo si sta svolgendo la raccolta. Un prodotto delicatissimo, che deve essere assolutamente consumato in breve tempo per mantenere inalterato il suo sapore dolce, delicato e la sua consistenza croccante.

Così la tradizione propone ricette genuine e semplici, in cui il gusto dell’ingrediente possa essere il vero protagonista: cottura al vapore e condimenti leggeri, come olio e limone, insalata con tonno e uova oppure, in padella con la salsa di pomodoro.

Una ricetta diversa, più fresca e adatta all’estate è quella di Valentina Goltara di Sweet Kabochache propone le taccole al profumo intenso di dragoncello.

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Foto dal blog Sweet kabocha

Si fanno bollire le taccole per 5-10 minuti, dopodiché si passano sotto l’acqua fredda per interrompere la cottura e mantenere vivo il colore. Dopo aver tritato lo scalogno, lo si mescola in una ciotola insieme ad aceto di vino o di mele, olio, sale himalayano e pepe nero. Tostare le mandorle, evitando che si brucino e tagliare a tocchi le taccole diagonalmente. In una scodella aggiungere le taccole, il condimento allo scalogno, le mandorle, il prezzemolo e il dragoncello. Per accentuare i sapori, servire dopo averlo fatto riposare alcune ore.

Una ricetta alternativa che esalta le taccole in tutto il loro sapore originale.

raindrop cake

RAINDROP CAKE, una vera food experience

Da un po’ di giorni, Darren Wong sta facendo parlare di sé sul web grazie alla sua ultima creazione: la Raindrop cake, ovvero, la torta che sembra proprio una goccia di pioggia. Ispirata alla tradizionale Mizu Shingen Mochi giapponese. Diventata un vero tormentone sui social e sul web, e dai commenti di chi ha avuto il piacere di provarla, sembra proprio che sia davvero delicata e rinfrescante per il palato.

Una nuova esperienza sensoriale che non vuole deliziarci con un gusto unico, ma che semplicemente vuole stupirci al tatto e proprio come una goccia d’acqua, si scioglie davvero nella nostra bocca…non si vuole stupire con il gusto ma con un’esperienza sensoriale a 360 gradi. E sembra funzionare..

Esiste la necessità di creare un rapporto sempre più forte tra cibo e emozioni … il palato non ha bisogno solo di sapori ma di esperienze.. Quando si assaggia questa bolla praticamente priva di calorie e ricca di tradizioni orientali si rimane stupiti! La sensazione, come racconta chi l’ha provata, è proprio quella di sentire il sapore dell’acqua, la sua leggerezza e le sue capacità evocative. Gli ingredienti? Solo acqua e polvere di agar.

Semplice e un po’ paradisiaca…qualcuno di voi l’ha già provata?

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Fuorisalone2016: lasciatevi tentare da nuovi sapori…

La settimana del Salone del Mobile e del Fuori Salone… Milano si riempie di design e colori che vengono da ogni parte del mondo! E poi tanti sapori… e se avete voglia di fare un giro, noi di Flick on Food vi proponiamo il più goloso dei food tour!

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Partiamo da via Besana, dove il designer inglese Tom Dixon, in collaborazione con Caesarstone e Arabeschi di Latte unisce il food al design con un ristorante pop-up. Terra, acqua, fuoco e aria diventano ispirazione per design e cibo, un elemento per ogni cucina, un piatto per ogni elemento…alla terra, per esempio, son state associate le radici, all’acqua la stracciatella ghiacciata, al fuoco il pane indiano e all’aria meringhe con crema.

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Lasciamo la splendida location per inoltrarci in un temporary garden bar, dove il noto brand di vodka Belvedere ha voluto rispondere alla domanda Qual è l’essenza di una natural drinking experience? 5 designer hanno risposto, e in questo giardino verde immerso nella città, si possono gustare cocktails 100% naturali…la vodka ovviamente è Belvedere, ma gli altri ingredienti sono tutti appositamente coltivati nello stesso giardino.

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E dopo la vodka, il tour continua, ci spostiamo in via castaldi, vicino a Porta Venezia, dove la Björk Swedish Brasserie, già pioniera a Milano dell’incontro tra il food e il design, propone un menu tutto nordico molto singolare, in cui si incontrano tartare di alce, zuppa di ortiche e distillati al cumino, in un luogo dal design molto minimalista e dai sapori insoliti…

Ultima tappa, ci fermiamo in un vero e proprio mercato, nella zona di Ventura Lambrate, 750 mq di street food per accontentare anche i palati più difficili! Ma non solo, lasciatevi dilettare dai gusti e anche da laboratori di cucina, presentazioni di libri e dj set dal vivo… tutto curato da Sale&Pepe, per una Street Food Experience che tenta di unire l’ultima tendenza dello street food al design.

E allora non rimane che lasciarsi tentare…

Tartufo Bianco - White Truffle

Tartufo bianco: gusto raro e intenso

Ne basta anche solo un frammento per lasciare un’impronta che sorprende e conquista il palato. Nelle ricette in cui viene usato, è sempre protagonista. Ma una varietà in particolare regala un’esperienza unica, un aroma inconfondibile: il tartufo bianco pregiato.

Qualità inimitabile e rara bontà, è in assoluto il tartufo più ricercato, quello più prezioso, a livello di gusto ma anche di costo. Pensate che ogni anno ad Alba si organizza un’asta per i migliori pezzi dell’anno, in cui i lotti vengono battuti sempre per cifre stratosferiche. I buongustai e i migliori chef di tutto il mondo accorrono, per regalare ai propri clienti o per gustare in prima persona uno degli ingredienti più esclusivi.

Certo, non a tutti può piacere, ma nessuno in assoluto scorda il suo sapore, pungente, che somiglia lontanamente all’aglio, con un’ombra di formaggio grana. Nessun altro alimento ha lo stesso gusto intenso. Ma il tartufo bianco non è solo eccezionale per il palato, come tutti i tartufi ha anche delle particolari proprietà. Conosciuto per le sue qualità afrodisiache, ma non solo. La scienza ha scoperto i suoi effetti remineralizzanti e benefici per la digestione. L’importante è non abusarne!

Ma come trattarlo in cucina? L’unico modo è metterlo al centro del piatto. Non fatevi tentare da ricette complicate e piatti astrusi. La maniera migliore per assaporare tutta l’essenza del tartufo bianco è grattugiarlo o affettarlo al naturale su un piatto di tagliatelle o su un uovo in cocotte… certo, magari potete insaporire il burro con un pezzetto di questo prezioso ingrediente, ma nulla di più!

Il tartufo bianco è uno dei simboli della nostra tradizione, una di quelle eccellenze che nessuno potrà mai portarci via. Un gioiello da mettere in mostra e… mangiare fino all’ultima briciola!

Avocado

Avocado: viaggio tra mare e terra

L’avocado da millenni solletica la fantasia di tutti i popoli: frutto dell’amore, degli dei, burro dei marinai, pera alligatore… ha assunto molti nomi e si adatta a moltissimi piatti. Con la sua polpa succosa e il suo sapore rotondo, avvolge gli aromi e coccola il palato con burrose carezze! Energetico, salutare perché ricco di proprietà benefiche e nutritive, si associa immediatamente alla tradizione messicana, per la famosissima guacamole, la salsa dolce e piccante allo stesso tempo che ha fatto innamorare tutto il mondo.

Eppure il suo utilizzo non si limita di certo a questo… da quando gli spagnoli l’hanno fatto conoscere al mondo intero dopo la scoperta dell’America, si è insinuato in moltissime cucine e oggi gli chef non possono farne a meno. Strano, per un ingrediente che non regge neanche la cottura e che deve quindi essere per forza usato crudo! Ma questo vi dà un’idea della sua ricchezza… Immaginiamo di provare una ricetta con il frutto dell’amore in un ristorante in riva al mare, di spostarci poi nell’entroterra e cercarlo in un menù di città e poi di campagna.

Siamo seduti in un bellissimo dehors sulla spiaggia e ordiniamo un piatto che ci ispira freschezza… un delicato letto di insalata ricoperto da avocado, aragosta e vinaigrette di limone. Una punta di acre che bilancia la dolcezza del frutto latinoamericano, unita alla forza del crostaceo. Una ricetta perfetta: equilibrata e incredibilmente saporita.

L’avocado, non si sposa solo col pesce, ma anche con il formaggio. Come avrete immaginato, ormai il mare è alle nostre spalle e ora ci troviamo in uno splendido ristorante contemporaneo-chic in città, con un menù ricco di ardimenti e sperimentazioni. Proviamo quest’antipasto: la mousse di avocado e caprino. Una punta di piccantezza data dal formaggio e dalla paprika, smorzata e arrotondata dalla polpa del frutto. Un sapore leggero, ma incisivo allo stesso tempo…

Il viaggio continua e il paesaggio da urbano diventa agreste. Siamo in una piccola osteria di campagna, che ricorda un po’ una bodega spagnola… Ci offrono come piatto del giorno una tartare di avocado accompagnata da pata negra tagliato al coltello. Questo è un prosciutto inimitabile, profuma di erbe di campo e si ricava solo da maiali alimentati a ghiande di quercia. La sua sapidità non può trovar compagno migliore dell’avocado, il suo contraltare ideale.

Gli abbinamenti dell’avocado possono essere davvero una scoperta, sorprese per il palato tra mare e terra!

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‪Flick on Food sta crescendo e siamo alla ricerca di Super ‪contributor che sia come noi appassionato e interessato a condividere tutti i segreti dei preziosi ingredienti che usiamo in cucina! Perché il food è storia, cultura, consigli, benessere, ma soprattutto un’esperienza inimitabile tutta da vivere e raccontare! Per questo abbiamo bisogno di collaboratori motivati, che vogliano contribuire a creare la prima wiki food app al mondo con focus sugli ingredienti. Vogliamo dare spazio a quelle infinite varietà di ingredienti poco conosciute, alla bellezza stilistica del cibo e soprattutto a tutte le persone che lavorano in questo settore e che hanno una forte dose di creatività e originalità che noi vogliamo premiare.

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Peperone - Pepper

Peperone, principe nei Paesi del sole

Il peperone è quel frutto colorato che stimola l’appetito e la fantasia. Giallo, rosso, verde, uno scrigno che oltre ai semi contiene una grande varietà di gusti… Ma non solo: è un ingrediente perfetto se si vuole restare leggeri, così ricco di acqua e di proprietà benefiche per il corpo. Pensate che all’inizio venne trascurato, usato solo come pianta ornamentale. Ma non ci volle molto perché la cucina occidentale lo scoprisse e ne facesse largo uso nelle sue ricette. Crudo, grigliato, marinato, arrostito… si può consumare davvero in mille modi. Il peperone richiama l’estate e la voglia di vacanze… per questo faremo un viaggio in tre diversi Paesi del sole e del mare, per scoprire tre deliziose ricette perfette per questo frutto croccante.

Partiamo dall’Italia, più in particolare dalla Sicilia, dove da generazioni si prepara un piatto semplice quanto gustoso: la peperonata. Ormai ha preso piede in ogni regione, ha conquistato il palato di tutti, ma è qui che affonda le sue radici questa facile ricetta che non tradisce mai. Il trucco per riproporre quell’aroma agrodolce è un filo di aceto bianco a fine cottura, che deve sfumare ma non scomparire, per fare da contraltare al sapore zuccherino del peperone rosso. Una vera prelibatezza.

Adesso facciamo i bagagli e prendiamo l’aereo per fare un salto veloce in Andalusia, giusto il tempo per assaporare un delicato e rinfrescante gazpacho. Chi l’avrebbe mai detto che solo da una manciata di verdure crude poteva venir fuori questa zuppa fredda tanto saporita? Un concentrato di energia, grazie all’uovo e al pangrattato, e di gusto, per merito della cipolla, del pepe, del cipollotto e del nostro beneamato peperone… da provare assolutamente!

Avete già disfatto le valigie? Ma non ci stiamo fermando, il viaggio continua e questa volta andremo un po’ più lontano: Messico. Ci siamo avvicinati ai luoghi dove questo frutto colorato è comparso la prima volta… Per tradizione questa nazione coltiva una passione sorprendente per peperoni di ogni forma, colore e grado di piccantezza. Qui assaggeremo le fajitas, delle tortillas di grano che avvolgono un succulento sughetto! Provatele sia con il pollo che con il manzo…. Sono comunque buonissime!

Ma non c’è bisogno di viaggiare tanto per scoprire tutti questi sapori: il peperone ve li porta direttamente nella cucina di casa vostra!

Carnevale

Tre dolci per un Carnevale tutto italiano

Martedì Grasso, nel cuore dei festeggiamenti per il Carnevale! Carri, maschere, scherzi e… tanti dolci! L’Italia, ricca di sapori e tradizioni, viene impastata ben benino, immersa in un pentolone di olio bollente e ricoperta di zucchero a velo, cacao e confettini colorati!

Vi va di fare un piccolo viaggio da Nord a Sud? Andiamo alla ricerca di tre dolci secolari, immancabili in questi giorni di festa. Cominciamo dalla magica Venezia, il luogo del Carnevale per eccellenza: qui dai tempi della repubblica marinara, le strade vengono invase dalle gustose Fritole. Si tratta di un pane dolce lievitato e fritto, morbido e sfizioso, che nasconde dei chicchi di uvetta e richiama tutto il sapore della tradizione. Se capitate nel capoluogo veneto in questo periodo non potete non assaggiarle…

Ma continuiamo per la nostra strada, seguendo le tracce di chi ci ha preceduto, che non sono briciole di pane ma succulente Castagnole! Le Castagnole sono un dolce tipico del centro-nord: possiamo seguirne il profumo dalla Lombardia, passando per la Liguria e l’Emilia, fino ad arrivare in Toscana, dove senza di loro non c’è Carnevale! Cambiano nome a seconda del comune, ma sono sempre quelle palline di pastella fritta che vi tentano in pasticceria quando c’è aria di festa, che profumano leggermente di limone e possono essere ricoperte di zucchero a velo o polvere di cacao. Ma la vera sorpresa può essere al suo interno, con quel cuore di crema pasticcera che rimane nascosto fino all’ultimo!

Seguendo questo sentiero zuccherino siamo arrivati fino a Napoli, dove troneggiano le Zeppole. Ma non confondetevi, esistono mille ricette: noi intendiamo quelle con il buco, delle piccole ciambelle fritte. È vero, non sono proprio leggere, ma sono uno sfizio che bisogna concedersi almeno una volta all’anno e che sorprende con gusti e colori diversi. Infatti le zeppole possono essere spolverate con lo zucchero semolato o con i diavulilli, dei piccoli confetti colorati. Ma alcuni preferiscono ricoprirli di cacao o aromatizzarli con una spezia millenaria, la cannella. Ogni varietà ha un profumo diverso, ma la stessa inequivocabile bontà!

#WorldNutellaDay

#WorldNutellaDay: il gusto incredibile delle nocciole

Oggi potete fare colazione, pranzare e cenare a Nutella, perché ogni 5 febbraio dal 2007 si festeggia il #WorldNutellaDay! Dall’idea di una grandissima fan è nata la giornata dedicata alla crema di nocciole per eccellenza. Uno dei modi migliori per valorizzare questo meraviglioso frutto, che è ricco di sorprese: ha proprietà depurative, riduce il colesterolo e… rinforza l’attività cerebrale!

Tè verde - green tea

Tè verde: mille modi per gustarlo

Il tè verde è una bevanda millenaria che siamo abituati a bere in infusione. Ma non è solo un leggero accompagnamento dei pasti o il momento di relax ideale in un pomeriggio di pioggia, è anche un ingrediente incredibilmente versatile. Come nella ricetta dell’orata al vapore di Alessandro Borghese, in cui il tè verde viene usato al posto dell’acqua per la cottura del pesce. Provate a immaginare il sapore dell’orata che si mescola all’aroma acceso del tè… un secondo perfetto per sorprendere gli ospiti!

Ma si possono preparare moltissimi piatti usando il tè al posto dell’acqua di cottura, come risotti o carni bianche in umido… provate anche a berne una tazza assaporando un cucchiaino di ricotta o un pezzo di tomino. È un ingrediente che sorprende sempre… Il suo aroma si sposa con sapori tenui e arricchisce le ricette con le sue proprietà uniche! L’ideale per restare leggeri con gusto!

Mele cotte - Stewed apples

Mele cotte: leggere come una piuma

Un pizzico di cannella, una manciata di pinoli e uvetta, una grattata di buccia di limone e un po’ del suo succo. Questa è una delle ricette più saporite… per quale delizia? Per le mele cotte, quelle che le nostre nonne ci preparavano sempre, che non deludono mai con il loro delicato sapore zuccherino e che conservano molte delle proprietà del frutto al naturale. Perfette per lo stomaco e per la linea, sono una concentrazione di fibre, uno sfizio gustoso come una barretta di cioccolato ma leggero come una piuma… le avete mai provate cotte al vapore? Ancora più light, ma sempre prelibatissime. E se volete dar loro un tocco particolare, lasciate cadere due o tre chiodi di garofano… l’aroma dell’India che si mescola alla tradizione!

Farro - Spelt

Farro: l’aroma della Garfagnana

I muscoli un po’ intirizziti e i piedi stanchi ma appagati per una lunga passeggiata alle spalle sui sentieri della Garfagnana. Ma oltre il Ponte dei Molini ci aspetta l’odore di legna bruciata, il caldo di una stufa e la tavola apparecchiata per cena. In casa si sentirà l’aroma di patate e fagioli mescolato al profumo agreste e antico di quel cereale tenace che rinforza senza appesantire: il farro, il giusto mezzo per ricaricare, per sentire il sapore dell’inverno e nel contempo ricordare l’estate, riscaldarsi e sentirsi davvero a casa. Frumento antico che cresce su questi colli toscani da sempre, per riscoprire leggerezza e sostanza dei prodotti naturali… in ogni momento dell’anno.

Miele - Honey

Miele: infinita ricchezza di sapori

Il miele come l’altra metà di una coppia danzante accompagna e sostiene, riempiendo la musica con i suoi slanci di passione. Quand’è di acacia si scioglie in una tazza di tè, caldo tango invernale con una lontana eco di vaniglia. Se il castagno è la sua origine, è un tamburo che dà il ritmo alla selvaggina, chitarra elettrica che si sposa con una pinta di birra artigianale. Di lavanda invece, è leggero come un valzer e si stende su una fetta di pecorino con un sapore leggiadro che ricorda il frutto della passione. Sapori, profumi, aromi… la ricchezza del miele è infinita, come le combinazioni delle note musicali.

Candito - candied fruit

Candito: generosa ricchezza di sapore

Il candito incontrò la sua vera vocazione quando la gola prese il sopravvento e venne deciso che qualcosa di così buono non poteva non essere mangiato. Piccolo, con una colorata fragranza e ricco di una dolcezza tutta naturale, è uno sfizio a portata di tutti. Dalla Sicilia alle Alpi, la sua generosa ricchezza di sapore riesce a unire l’Italia e a scaldare il cuore di molte famiglie, soprattutto a Natale, dove lo si trova su tante tavole imbandite, dentro un panettone meneghino o abbracciato in un tutt’uno con la scorza d’arancia sulle tavole siciliane.

Zenzero - Ginger

Zenzero: pozione per lo spirito e il corpo

Il profumo di casa? Per alcuni, l’aroma pungente dello zenzero. È il piccolo segreto di nonne e mamme, il sapore guizzante che rinfresca e scalda allo stesso tempo. Provate a immaginare un pomeriggio di gennaio, il tempo ballerino, scuola e lavoro che hanno ripreso la loro lenta e faticosa salita per le vacanze. Ma c’è un rimedio: una tazza fumante di cioccolata fondente, aromatizzata con cannella e zenzero, la spezia millenaria che ha fatto sognare intere generazioni con le sue promesse d’amore, in grado di rinforzare lo spirito e il corpo grazie alle sue infinite proprietà terapeutiche. Mens sana in corpore sano, tutto in una semplice (e magica) pozione allo zenzero.

Befana

Mandarini, nocciole e fichi nella calza della Befana

Una volta era così: non dolciumi da scartare o giocattoli da scoprire, ma aroma fresco e pungente, sapore d’inverno e secca dolcezza. La calza era più pesante e i sapori tradizionali. Non era tanto la sorpresa a dettar la sveglia quella mattina particolare, ma la gioia di ritrovare gli stessi profumi dell’anno precedente. Un mandarino da sbucciare, una manciata di nocciole da sgusciare, un pugno di fichi secchi da mordere. Era questa l’essenza di gennaio che si nascondeva nelle calze dei nostri nonni, appese al camino la sera del 5 in attesa di una vecchia amica. Ha attraversato i secoli, volando sui campi degli antichi romani per propiziare i raccolti, indicando la strada ai re Magi, portando poi, di casa in casa i suoi doni zuccherini. Mandarini, nocciole, fichi secchi… la storia della Befana è quella degli ingredienti dell’inverno.

Lenticchia

Lenticchia: la nostra pozione per Capodanno

Pochi secondi e l’euforia esploderà in un magico momento in cui tutto sembra possibile e le speranze hanno l’aspetto di un amico affidabile che non può deluderci. La lenticchia è la nostra pozione per Capodanno. Ha quel sapore familiare, dolce e farinoso, che affonda le radici nell’infanzia e sopravvive come una rassicurante colonna sonora… Se ne parla nella Genesi e Plinio la credeva in grado di infondere tranquillità all’animo. Anche se una volta era la “carne dei poveri”, se ne mangerai un cucchiaio a mezzanotte forse comincerà per te un anno ricco… non si sa mai! Che siano in umido, passate in una zuppa, tritate nelle polpette, le lenticchie rinnovano la tradizione, soddisfano il palato e infondono energia. Le compagne ideali!

Lista ingredienti natalizi

Gli ingredienti natalizi. Non è Natale se…

Non è Natale se…

I bambini non si svegliano all’alba o l’aria non profuma di neve…

Le luci dell’albero non sono rimaste accese tutta la notte o il bicchiere di latte a fianco del camino è ancora pieno…

I regali non sono tutti pronti o il telefono non continua a squillare per gli auguri…

La famiglia non è tutta riunita, o qualcuno che è distante non sembra comunque vicino…

Non c’è impacchettato in un angolo il panettone che aspetta la fine del pranzo, il dolce meneghino che ha conquistato lo stivale con le sue sorprese nascoste, i canditi e l’uvetta

O non è pronto il torrone, impasto zuccherino che avvolge pistacchi e mandorle, la golosa tentazione che, fetta per fetta, scompare presto sotto gli occhi dei commensali…

O mancano gli struffoli sulle tavole campane, con il piacevole effetto vischioso del miele e il loro aroma di arancia e limone

O qualcuno ha dimenticato le uova per la densa crema al mascarpone, e non c’è modo di annegare nel gradevole mare color paglia il morbido pandoro, già amante dell’etereo zucchero a velo

Le tradizioni si mescolano e cambiano di regione in regione, ma ognuno ha la certezza che di qualcosa non si può fare a meno… vero e rassicurante Natale, solo con questi amabili compagni: panettone, pandoro, torrone, struffoli, mascarpone. E una traccia immancabile di soffice o croccante cioccolato.

Una tenera lista di ingredienti natalizi per tutte le case d’Italia.

Cioccolato

Cioccolato: il primo amore dei Maya

È dolce e avvolgente tutto l’anno, preceduto sempre dal suo profumo, quell’aroma unico che rende l’assaggio irresistibile. Ma giunge puntuale un periodo in cui il suo colore sembra più acceso e la sua dolcezza scalda il cuore: sono le feste di Natale, quando le tavole di tutta Italia si riempiono di biscotti, tronchetti, pan di zenzero, mostaccioli, creme e molto altro. Qual è l’ingrediente che ha fatto innamorare in un istante anche i Maya? Il cioccolato naturalmente, figlio legittimo dei semi di cacao, una certezza di sapore, il compagno fedele per adulti e bambini.

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Clementine: amore fra mandarino e arancia

Aspettando il natale, un weekend in montagna, il freddo fuori e il tiepido calore della stufa dentro… Delle bucce lasciate quasi per caso sulla ghisa bollente e nell’aria si sprigiona un aroma intenso e dolce allo stesso tempo. Il consueto appuntamento invernale, una piacevole certezza: le clementine, figlie di un amore inatteso fra mandarino e arancia colorano l’inverno e lo profumano di fresca estate. Da dicembre il frutto matura naturalmente, il succo è zuccherino e il sapore è quello vero.