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Kamut: proprietà millenarie in un chicco di grano

Il suo nome originale è khorasan ma tutti noi lo conosciamo come kamut, prezioso cereale dalla storia antichissima, che risale addirittura a 6000 anni fa, quando le prime coltivazioni comparvero in Egitto.

Dopo un lungo periodo di assenza, questa varietà di grano duro è ritornata sulle nostre tavole. Le sue innumerevoli proprietà nutrizionali lo rendono uno dei cereali più completi in commercio. E tantissime anche leggende riguardo le sue origini.

Cosa dobbiamo sapere sul Kamut?

Partiamo dal nome e dalla storia. Kamut in lingua egiziana vuole dire “Anima della Terra” ed è un marchio registrato negli anni ‘70 da Bob Quinn, un agricoltore americano a cui si deve la diffusione del cereale su scala internazionale.

La coltivazione è esclusivamente biologica, senza pesticidi e fertilizzanti artificiali, e avviene principalmente nel Nord America, soprattutto nel Montana. Anche se in Europa la produzione del kamut è poco sviluppata, l’Italia vanta una sua varietà a km 0, la Saragolla, prodotta tra Lucania, Sannio e Abruzzo.

Questo ingrediente presenta molte proprietà organolettiche, benefiche per la salute: non essendo mai stato sottoposto a ibridazioni industriali, è altamente digeribile e ben tollerato anche da chi soffre di allergie al frumento. Ma è sconsigliato alle persone affette da celiachia, perché contiene glutine. Inoltre, è ricco di proteine, sali minerali, selenio e vitamine E, potenti antiossidanti naturali, ed è particolarmente indicato per chi soffre di colesterolo e pressione alta, riducendo i fattori di rischio cardiovascolari.

Il kamut riesce a racchiudere un gusto millenario, che lo rende un alimento prezioso per il nostro benessere.

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